Sensore PIR o HF? Come scegliere il rilevamento di presenza per l’illuminazione LED professionale

Sensore PIR o HF? Come scegliere il rilevamento di presenza per l’illuminazione LED professionale

Sensore di movimento PIR o HF (radar) per l’illuminazione LED: come funzionano, dove ciascuno fallisce, portata in base all’altezza di montaggio, le impostazioni corrette di tempo di ritardo, soglia di luminosità e di...

10 min di lettura A cura dei progettisti illuminotecnici di ClightstoreAggiornato il 25.10.2026

Un sensore di movimento può dimezzare, o ridurre ancora di più, il consumo dell’illuminazione LED nelle zone poco frequentate. Ma il tipo di sensore sbagliato provoca proprio i reclami che gli installatori conoscono bene: luce che si spegne mentre qualcuno sta ancora lavorando, luce che si accende per un carrello elevatore nella corsia accanto, oppure un corridoio che si illumina solo quando lo si è già percorso a metà. Questa guida spiega come funzionano i sensori PIR e HF (radar), dove ciascuno mostra i suoi limiti e quale scegliere per magazzini, uffici, corridoi, bagni, parcheggi e aree esterne.

In breve
  • PIR (infrarosso passivo) rileva le variazioni della radiazione termica. Reagisce meglio al movimento che attraversa il suo campo visivo, richiede una visuale libera e non vede attraverso vetro o pareti.
  • HF (alta frequenza, detto anche microonde o radar) emette onde radio e rileva il movimento in ogni direzione. È più sensibile e può essere integrato in modo invisibile in un apparecchio, ma vede anche attraverso vetro, pareti sottili e divisori.
  • Regola pratica: PIR per uffici, esterni e locali chiusi; HF per corridoi, vani scala, bagni, corsie di magazzino e celle frigorifere, con la portata regolata con cura.
  • Impostate correttamente tre parametri: portata di rilevamento, tempo di ritardo e soglia di luminosità. In magazzini e parcheggi aggiungete un livello di dimmerazione in standby invece di spegnere del tutto.
  • Commutare spesso molti driver somma le correnti di spunto. I sensori che dimmerano tramite 1-10V o DALI, o i relè adatti ai carichi LED, evitano lo scatto del magnetotermico.

Come funziona un sensore PIR

Un sensore PIR è passivo: non emette nulla. Dietro una lente segmentata si trova un elemento piroelettrico che registra le variazioni della radiazione infrarossa, cioè termica. Quando una persona passa da una zona della lente alla successiva, il profilo termico cambia e il sensore commuta.

  • Punto di forza: vede solo ciò che si trova nel suo campo visivo diretto. Ignora il movimento dietro un muro, una parete vetrata o nella stanza accanto, il che lo rende prevedibile.
  • Punto debole: reagisce molto meglio al movimento che attraversa le zone che al movimento diretto verso il sensore. I piccoli movimenti, come digitare alla scrivania, vengono rilevati solo dai sensori di presenza sensibili.
  • Sensibile a: flussi d’aria calda da riscaldamento o climatizzazione, luce solare diretta e sbalzi improvvisi di temperatura. Nei capannoni molto caldi, dove la temperatura ambiente si avvicina a quella corporea, la sensibilità diminuisce.

Come funziona un sensore HF (radar)

Un sensore HF è attivo: emette un segnale radio ad alta frequenza, di solito intorno a 5,8 GHz, e ne misura la riflessione. Ogni movimento modifica la frequenza del segnale riflesso (effetto Doppler) e il sensore commuta.

  • Punto di forza: rileva il movimento in tutte le direzioni, anche una persona che cammina dritta verso di lui, e reagisce ai piccoli movimenti. Funziona attraverso la plastica, quindi può essere nascosto nell’apparecchio dietro il diffusore, e la temperatura non lo influenza.
  • Punto debole: le onde radio attraversano vetro, pareti sottili, cartongesso e divisori. Un sensore HF in un corridoio può reagire a una persona nell’ufficio accanto. Per questo la portata va regolata con attenzione.
  • Sensibile a: oggetti in movimento che non sono persone: ventilatori, nastri trasportatori, porte a battente e, all’esterno, pioggia, alberi e traffico dietro una recinzione.
Vista esplosa di una campana LED con modulo sensore integrato al centro della lente
In una campana LED con sensore integrato, il modulo di rilevamento si trova al centro della lente. I sensori integrati evitano cablaggi e staffe separati per ogni apparecchio.

PIR e HF a confronto

CaratteristicaPIRHF (radar)
PrincipioPassivo, rileva la radiazione termicaAttivo, onde radio ed effetto Doppler
Movimento verso il sensoreDeboleBuono
Piccoli movimentiSolo sensori di presenzaBuono
Attraverso vetro e pareti sottiliNoSì, con possibili falsi rilevamenti
Integrazione invisibile nell’apparecchioNo, richiede una lente visibileSì, dietro la plastica
Influenza della temperaturaSì, meno sensibile nei capannoni caldiNo
Uso all’esternoBuona sceltaRischio di attivazioni da pioggia, alberi, traffico
Regolazione della portataTramite lente e posizione di montaggioTramite la sensibilità, indispensabile

Quale sensore per quale applicazione?

ApplicazioneConsigliatoPerché
Corsie di magazzino con scaffalature alteHF integrato, o PIR con lente per corsieRileva persone e carrelli che entrano nella corsia; la portata per corsia va limitata perché le corsie vicine non reagiscano
Uffici open space e sale riunioniSensore di presenza PIRRileva il lavoro da seduti e non reagisce al movimento nel corridoio dietro le pareti vetrate
Corridoi e vani scalaHFRileva in tempo le persone che camminano verso il sensore
Bagni e spogliatoiHFRileva anche attraverso i divisori delle cabine, così la luce non si spegne mentre una cabina è occupata
Celle frigorifere e di congelazioneHF integratoFunziona indipendentemente dalla temperatura e può essere integrato in un apparecchio stagno IP65
Parcheggi interratiHF con dimmerazione in standbyRileva presto veicoli e pedoni; dimmerare invece di spegnere mantiene l’area sicura
Esterni, facciate, piazzali aziendaliPIRNon si attiva con pioggia, rami in movimento o traffico dietro una recinzione

Portata di rilevamento e altezza di montaggio

L’area di rilevamento cresce con l’altezza di montaggio, ma la sensibilità a livello del pavimento diminuisce. A titolo indicativo per i sensori a soffitto:

Altezza di montaggioDiametro di rilevamento tipicoNota
2,5–3 m (ufficio, corridoio)ca. 6–10 mSensori a soffitto standard; i sensori di presenza coprono una zona più piccola per il lavoro da seduti
4–8 m (officina, capannone basso)ca. 8–14 mVerificate nella scheda tecnica il diagramma di rilevamento a questa altezza
8–15 m (magazzino con scaffalature alte)ca. 10–20 mUsate sensori progettati per le campane; il PIR richiede una lente speciale per grandi altezze o corsie

Questi valori sono indicativi. Fa fede il diagramma di rilevamento nella scheda tecnica del sensore specifico, e con l’HF la portata reale dipende dalla sensibilità impostata. Progettate la disposizione in modo che le zone di rilevamento si sovrappongano leggermente, altrimenti le persone attraversano punti bui tra due sensori.

Le tre impostazioni che decidono la soddisfazione degli utenti

  1. Portata di rilevamento (sensibilità). Non impostatela più ampia del necessario. Con l’HF è l’impostazione più importante: troppo alta, e la luce reagisce al movimento dietro le pareti o nella corsia accanto.
  2. Tempo di ritardo. Il tempo in cui la luce resta accesa dopo l’ultimo movimento rilevato. Troppo breve genera reclami e commutazioni inutili; troppo lungo spreca energia. Valori tipici: 5–10 minuti in corridoi e ripostigli, 10–20 minuti negli uffici, 1–5 minuti nelle zone di passaggio con dimmerazione in standby.
  3. Soglia di luminosità (sensore di luce diurna). Impedisce l’accensione quando la luce naturale è sufficiente. Impostate la soglia dopo l’installazione, in condizioni reali di luce diurna.

In magazzini, parcheggi e corridoi lunghi è decisiva una quarta impostazione: la dimmerazione in standby, detta anche funzione corridoio. Dopo il tempo di ritardo la luce non si spegne ma scende a un livello di standby, per esempio 10–30 %, e si spegne del tutto solo dopo un secondo periodo più lungo, oppure mai. Così le vie di esodo e le zone di transito restano visibili e si evita la sensazione di camminare verso il buio. La dimmerazione in standby non sostituisce l’illuminazione di emergenza; vedi illuminazione di emergenza: requisiti e norme.

Ufficio con pannelli LED in un controsoffitto e un sensore di presenza a soffitto
Negli uffici un sensore di presenza PIR a soffitto è di solito la scelta migliore: rileva il lavoro da seduti e ignora il movimento nel corridoio dietro le pareti vetrate.

Commutazione, dimmerazione e corrente di spunto

Ogni volta che un sensore accende un gruppo di apparecchi, tutti i driver assorbono contemporaneamente la loro corrente di spunto. Con gruppi grandi questo può far scattare un magnetotermico o saldare i contatti del relè di sensori economici. Due soluzioni:

Gruppi: un apparecchio rileva, tutta la corsia si illumina

Nelle corsie e nei corridoi di solito non è opportuno che si accenda solo l’apparecchio direttamente sopra una persona. Raggruppate gli apparecchi in modo che un solo rilevamento illumini l’intera corsia o il tratto di corridoio: tramite un sensore centrale che commuta o dimmera il gruppo, tramite DALI, oppure con apparecchi a sensore integrato che comunicano tra loro senza fili. Senza raggruppamento le persone camminano dentro una macchia di luce che le segue, il che in magazzini e parcheggi dà una sensazione di insicurezza.

Quanta energia fa risparmiare un sensore?

Il risparmio dipende interamente da quanto spesso la zona viene davvero utilizzata. In ripostigli, archivi, bagni e corsie secondarie poco usati, il rilevamento di presenza fa risparmiare tipicamente il 30–60 % o più dell’energia di illuminazione rispetto a luci accese tutto il giorno. Nelle zone a passaggio continuo il risparmio è ridotto. Calcolate con ore di occupazione realistiche; la guida per calcolare l’ammortamento LED mostra l’effetto sul rendimento. Per i magazzini vedi la guida all’illuminazione dei magazzini, e per i parcheggi l’illuminazione delle autorimesse interrate.

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Domande frequenti

Qual è la differenza tra un sensore PIR e un sensore HF?

Un sensore PIR rileva passivamente le variazioni della radiazione termica e richiede una visuale libera. Un sensore HF emette attivamente onde radio e rileva il movimento tramite l’effetto Doppler. L’HF è più sensibile e funziona attraverso plastica, vetro e pareti sottili; il PIR è più prevedibile perché vede solo il suo campo visivo diretto.

Perché la luce si spegne mentre sono ancora nella stanza?

Di solito perché un sensore di movimento PIR non rileva piccoli movimenti come la digitazione, oppure perché il tempo di ritardo è troppo breve. Usate un sensore di presenza PIR negli uffici, o un sensore HF nei locali con ostacoli come le cabine dei bagni, e allungate il tempo di ritardo.

Perché la luce si accende quando non c’è nessuno?

Con i sensori HF si tratta di solito di movimento dietro un muro, una porta o un vetro, oppure di macchinari e ventilatori in funzione. Riducete la sensibilità. Con i sensori PIR le cause frequenti sono i flussi d’aria calda del riscaldamento o la luce solare; spostate il sensore o adattate la sua zona.

Quale sensore è migliore per un magazzino con scaffalature alte?

Un sensore HF integrato nella campana LED, oppure un sensore PIR con una lente speciale per corsie. Limitate la portata in modo che ogni corsia reagisca solo al proprio traffico, raggruppate gli apparecchi per corsia e usate la dimmerazione in standby invece dello spegnimento completo.

Posso usare un sensore HF all’esterno?

È possibile, ma all’esterno i sensori HF si attivano facilmente con la pioggia, i rami in movimento e il traffico dietro una recinzione. Per esterni e facciate un sensore PIR è di solito la scelta più affidabile.

Le accensioni frequenti riducono la durata degli apparecchi LED?

I chip LED sopportano le commutazioni frequenti molto meglio delle lampade fluorescenti o a ioduri metallici. I punti deboli sono i contatti di commutazione e la corrente di spunto dei driver. Dimmerare tramite 1-10V o DALI invece di commutare la rete, e usare relè adatti ai carichi LED, evita entrambi i problemi.

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